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Domenica
21
Marzo 2010
- ore
17.45
Sala
Consiliare, Palazzo Comunale - Camerino
"Un
piccolo Flauto Magico"
Opera
buffa da camera scritta e musicata da Luigi Maio
Luigi Maio
musicattore,
regia e disegni
Trio Hyperion
Bruno Fiorentino flauto
Valerio
Giannarelli violino
Enrico
Grillotti pianoforte
Immaginate un Principino di nome Tamino che,
inseguito da un feroce serpente, venga salvato da tre magiche Dame al
servizio della Regina della Notte, la potente Signora degli incantesimi
lunari la cui figlia Pamina è tenuta prigioniera dal terribile mago
Sarastro! Immaginate Tamino partire alla ricerca della fanciulla, col
proposito di liberarla, armato di un Flauto Magico e scortato dal fedele
Papageno, uno strano uccellatore dal vestito piumato e il naso un po’ a
becco… Immaginate la povera Pamina sorvegliata da un malvagio moro al
servizio del Mago, Monostato, che tra ridicole minacce e lusinghe tenta di
farle la corte… E immaginate inoltre il grande Sarastro rivelarsi un
uomo buono e Saggio, capace di sottrarre la fanciulla dalle grinfie della
perfida Regina della Notte –che in realtà è una vera Strega!- per
donarla al prode Tamino il quale, dopo mille peripezie, riuscirà a
coronare il suo Sogno d’Amore!
Se poi immaginate il Genio Musicale di Mozart comporre le melodie che
hanno reso immortale questa fiaba goethiana, col supporto dell’estro
poetico del Librettista e Direttore Teatrale Schikaneder, allora avete
immaginato niente meno che… IL FLAUTO MAGICO!
Ma sicuramente nessuno di noi potrebbe immaginare che nel
1791 a
Vienna, durante le prove della prima di questa
Magica Opera mozartiana, l’attore Karl Ludwig Gieseke, interprete
di uno dei quattro schiavi al seguito di Monostato, aveva anch’egli dato
un piccolo contributo al successo del Flauto Magico suggerendo agli Autori
una divertente gag che suscitò il riso e l’applauso a scena aperta del
pubblico viennese. In seguito a ciò Giseke si montò la testa fino a
spargere la voce d’essere lui il vero librettista dell’Opera accusando
Schikaneder di plagio!
Nella fantasia del Musicattore Luigi Maio, autore della scanzonata e
divertente Opera Buffa da Camera UN PICCOLO FLAUTO MAGICO, Gieseke assume
le fattezze del doppio parodistico di Salieri: come quest’ultimo fu
rivale del collega Mozart così il primo lo fu di Schikaneder!
E indossandone in scena i panni, Maio-Gieseke cercherà di “far valere i
suoi Diritti” corrompendo alcuni professori d’orchestra i quali
-durante la pausa pranzo di una prova dell’originale Zauberflöte-
raggiungeranno nei sotterranei del teatro l’attore “ribelle” per
inscenare una pirotecnica versione riveduta e “scorretta” del celebre
capolavoro mozartiano.
Ma al momento di andare in scena sul piccolo palco clandestino allestito
in segreto nei fondi dell’”Auf der Wieden”, luogo della prima
viennese del Flauto Magico, Gieseke, non avendo denaro sufficiente per
pagare anche i cantanti, sarà costretto ad interpretare tutti (!) i ruoli
canori innanzi ad un pubblico alquanto sorpreso…
E in questa sua nuova Opera il Musicattore genovese interpreterà, in un
virtuosistico interagire con l’affiatatissimo Trio Hyperion, ogni
personaggio della famosa fiaba iniziatica: dall’implacabile Regina della
Notte sofferente d’insonnia, a un Papageno allergico… alle piume! Il
tutto secondo uno stile che riecheggia le contemporanee parodie dei
capolavori di Mozart –parodie che il grande Amadeus sapeva apprezzare-
allestite dallo stesso Schikaneder!
L’ironia caratterizzante la poetica di Luigi Maio si fa qui gioco
dialettico e persino didattico perché, come spiega efficacemente Roberto
Trovato, ”consente allo spettatore neofita di prendere confidenza coi
personaggi mozartiani dai nomi per lui forse bizzarri (Sarastro, Tamino,
Pamina, etc.) ma che non intimidiscono certo l’appassionato il quale,
innanzi alle piccole nevrosi e idiosincrasie appioppate sagacemente da
Maio ai protagonisti di questa storia, non potrà che spassarsela quanto
un lettore di quotidiani davanti alla caricatura di un noto personaggio
politico.
Il tutto condito dalla capacità del Nostro di prodursi in scena con la
verve di consumato attore, la musicalità di cantante capace di
contraffare voci sopranili, tenorili e baritonali, l’abilità di un mimo
trasformista e la simpatia coinvolgente che tutti abbiamo imparato ad
apprezzare”.
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